mercoledì 23 maggio 2007

un'estate al mareeee

stile balneareee, con quel che segue. la banda dei ranocchi ha inaugurato ufficialmente la stagione balneare 2007, che prevede un'assidua presenza del don sulla sabbia della plaia. Riccarduzzo sembra aver gradito il contatto con la sabbia e con l'aria iodata, come testimoniato dall'immagine seguente:
i pochi raggi solari che hanno ardito carezzare la pelle del piccolo sono stati stroncati immediatamente dal doppio strato di crema protettiva fattore 90 elevato a potenza del quale la ranocchia madre ha cosparso tutte le parti esposte.
in attesa di poter utilizzare secchiello e paletta, magari sotto la guida delle ormai esperte cuginette, le attività ludiche sono state basate sulla palestrina smontabile in plastica, ritrovato della tecnica moderna fornito di tutti i cazzilli colorati e girevoli che la mente possa concepire.
per il prossimo anno la ronocchia madre intende però fare le cose davvero in grande; pare sia già stato ordinato uno stampino per realizzare con solo sabbia e acqua di mare un modello in scala 1:10 del ponte sullo stretto di messina, capace di impegnare le giornate di tutti i bambini del comprensorio etneo da maggio ad ottobre, lasciando i genitori liberi di sguazzare fra le onde. la ditta produttrice garantisce la solidità fino all'arrivo delle piogge autunnali, quando l'ardita opera ingegneristica si disferà da sola fornendo il materiale per il ripascimento delle spiagge, mirabile caso di infrastruttura biodegradabile. voci non confermate dicono che probabilmente la durata dell'originale non sarà molto maggiore...

lunedì 7 maggio 2007

la quiete dopo la tempesta

L'ultima permanenza del ranocchio nelle remote lande dell'insubria è stata causa di effetti perniciosi. Dopo stoica resistenza, anche le agguerrite falangi degli anticorpi siculi sono state costrette ad una ritirata strategica che ha lasciato campo libero ad un rotavirus più perfido della famigerata isola di albione. Febbre alta, occhio pallato e lingua felpata sono stati i primi sintomi dell'occupazione straniera; e non appena le bande antibiotiche partigiane hanno cominciato ad organizzare agguati alle colonne nemiche le rappresaglie non si sono fatte attendere. La recrudescenza del conflitto ha portato a violente emissioni da entrambe le estremità del tubo digerente, ma tutti gli idraulici cooptati sono stati individuati dai servizi segreti e deportati prima di poter prestare la loro opera. L'immancabile visita all'UTIN è stata interpretata dal feroce invasore come l'intenzione di stabilire un'alleanza strategica con una superpotenza amica, e la ritorsione si è subito scatenata. Il perfido virus ha abbandonato i rastrellamenti e le fucilazioni di massa di anticorpi per passare ad un metodo più subdolo ma non meno feroce: la vendetta trasversale. E' toccato così alla ranocchia madre cadere preda delle orde insubre, che hanno facilmente stroncato le sue armate immunitarie da sempre contraddistinte da equipaggiamento scadente, quadri di comando inadeguati e morale catastrofico. Per non allentare la presa nonostante l'attacco ad un nuovo territorio, il diabolico rotavirus ha comunque lasciato ad occuparsi del piccolo don le temute febbren ss, che hanno provveduto a fiaccare con l'aumento della temperatura fino a 39.5 gradi qualsiasi anelito libertario. L'immagine seguente mostra i due valorosi ma sfortunati all'apice della crisi.


Ma infine uno sbarco in forze degli eserciti dell'UTIN, col loro arsenale di flebloclisi di soluzione glucosata e salina, grazie anche al contrattacco improvviso lanciato da un corpo scelto di anticorpi nelle retrovie del nemico, ha portato ad una faticosa vittoria sulle forze del male, repentina nel caso del ranocchio e più lenta e sofferta per la regina delle ranocchie, teatro di una guerra civile che ha causato lunghi e ripetuti dolori di capo immuni agli interventi democratici dell'estremista nimesulide e del moderato aerosol.
Nel corso di pranzo domenicale a base di polpettine di puledro alla piastra con contorno di patatine (per la mamma) e di pappa con passato di verdure e omogeneizzato di agnello (per il piccolo) sono quindi stati sottoscritti i trattati bilaterali che hanno sancito la fine delle ostilità.
Le particelle virali superstiti sono state catturate e processate per direttissima; essendosi rifiutate fino all'ultimo di collaborare, sono state passate per le armi e seppellite in una fossa comune.

venerdì 6 aprile 2007

piccoli don crescono

per motivi di privacy non è possibile pubblicare la foto del primario dell'UTIN Diego Gazzolo nel vedere il ranocchio vestito con la gloriosa maglia della sua amata sampdoria... ma vi assicuro che è stato veramente uno spettacolo.
in attesa del prossimo viaggio verso le brumose lande del nord, intanto Riccardo ha pensato bene di raggiungere un nuovo stadio nelle modalità di affermazione della sua personalità e del suo carattere: rigurgita non appena finiamo di vestirlo per uscire. ovviamente, sempre un istante dopo e mai prima... immaginate la contentezza della mamma!! specie in questo periodo, in cui quasi giornalmente torna a casa con un pacchetto per il pargolo da cui estrae magliette, golfini, pantaloni, mutande ascellari e giacche in goretex (a volte cannando clamorosamente la misura) accompagnando l'illustrazione dell'acquisto con le frasi storiche "guarda la meraviglia" o "ho trovato una cosa bellissima, guarda", seguiti dalla formula di espiazione "costava solo xxx euro!". risultato: cassetti pieni, mamma alternativamente contenta (il pomeriggio dopo l'acquisto) e incazzata (la mattina dopo il rigurgito), portafogli vuoto, cesto della biancheria sporca sempre al limite del collasso in singolarità gravitazionale, papà sul punto di comprare un biglietto di sola andata per le bermuda.
novità sul fronte dell'occupazione: visto che il piccolo, a dispetto delle dimensioni, vince con scarto abissale la competizione per il maggior carico di lavoro affibbiatole, la nonna Matilde ha appena fatto richiesta per essere messa in regola, magari approfittando della favorevole legislazione per l'emersione dei lavoratori in nero. nei prossimi post seguiremo l'evolversi della vicenda; don Riccarduzzo accetterà di versare i contributi con ritenuta alla fonte sulla sua paghetta o si arriverà alla vertenza sindacale?
stay tuned

giovedì 22 marzo 2007

I sacchiteddi di Riccarduzzo

Stamatina niscii presto fora della casa, perchè a ritirare i sacchiteddi di mio figghio Riccadduzzo dovevo andare e il negozio indove li trovammo si attrova nella altra parte della citate. Mi misi nella machina, al negozio presto presto arrivai e trovai pure dove postiare senza diffoortà nessuna. Scesi, arrivai davanti al portone e suonai. Ma niente successe. Di nuovo suonai e nessuno rispose. Allora pensai: ma alla gentile signora che ci fece i sacchiteddi a mè figghio Riccarduzzo dove ci sciddicò il piede? Poi mi accorsi che c'era appinnuto un quadratino raccamato unni ci era scrivuto "torno subito". Allora mi misi tranquillo davanti alla porta e aspettai.
Aspettai un minuto, due minuti, cinque minuti, dieci minuti. E cominciai a pensare: ma questa fimmina sdisonorata unni minghia si nni potti iri? Se uno dice tonno subito, subito deve tonnare. Sennò uno deve scrivere tonno e basta, accussì uno svinturato non resta aspittannu, ma si menti u cori nella pace e se ne va a spirugghiarisi l'affariceddi sò. Oppure ci scrivi tonno ma non sacciu quannu, o macari fossi tonno ma tanto sicuro non sugnu. Se immece uno scrive tonno subito e subito non tonna, allora significa che è iarruso. E nel caso di specifica, trattandosi di donna di sesso femminile, viene a significare che inequivocabilmente bottana è. Anzi, bottana due volte, uno perchè fimmina e quindi bottana di natura e due perchè pigghia per il culo la gente onesta che deve andare a guadagnarsi il pane e se uno ci arrinesci tanticchia di fommaggio.
Addecisi comunque che aspettavo ancora qualche minuto, perchè quella bottana che aveva i sacchiteddi di mio figghio si doveva arricogghiere al pagghiaro per rapriri il negozio e buscarisi il suo pane. Poi però pensai che se una è bottana il pane col fommaggio e le alive e macari tanticchia di cipudda se lo guadagna con la professione sua e non con il negozio di cui ci ero rimasto parato davanti come un ammuccalapuni ad aspittari. E mi arricordai pure che quando andai a portargli i bigliettini da mettere dintra i sacchiteddi di mè figghio Riccadduzzo idda mi disse che ci abbisognavano una para di giorni; ma io vidi che ci aveva davanti il copputer pottatile e le figure che ci erano stampate non erano cose di travagghio ma catte di gioco. Ora dico, se una sta dintra al negozio suo e immece di travagghiare si mette appresso al gioco, questo viene a significare che non solo bottana, ma bottanissima è!
Appoi ci spiai ad un amico mè che di copputer ne accapisce assai: ma Billo Gatto, chissu della micro soff, ci misi il gioco della zicchinetta dintra al copputer? Ma comu, all'amico mè che avi un bar sutta l'acchi della marina ci fecero diecimila euri di verbale per un videopokker e a questo grannissimo iarruso ci fanno fare il gioco d'azzardo in tutto l'univesso criato senza manco ciatare? E come minghia funziona? Allora questo amico mè che di copputer ne accapisce assai mi disse che non è la zicchinetta ma il solitario, e io pensai: ma allora iarruso figghio di iarrusi e matre bottanissima che se la fa con gli scecchi pantillareschi è questo Billo Gatto! Il solitario uno se lo fa nel bagno suo bello ammucciato e con il giusto scantazzo di addivintari ceco, no che uno se lo può fare al copputer quanno ci pari e ci piaci esposto al pubblico ludibrio delle pissone che caminano per la strata. E quindi arrivai a concludere, e di supra non ci chiovi, che questa fimmina che non mi faci pigghiari i sacchiteddi di mè figghiu Riccadduzzo, che si faci il solitario davanti a tutti senza affruntarisi e che scrive che tonna subbito e appoi non si arricogghie più, bottanissima più della più bottana delle fimmine bottane che fanno di professione la bottana, è.

E doppo che conclusi questa granni virità mi impunii i corna e mi ni tunnai a la casicedda, che ammeno mè figghio Riccarduzzo tonno subito a suo patre non ce lo dice.